Celestino Cominale

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Celestino Cominale

 

Nato il 29 ottobre 1722 in Uggiano La Chiesa, il poliedrico scienziato e letterato Celestino Cominale iniziò i suoi studi a Lecce nel Collegio dei Padri Gesuiti, votandosi inizialmente alle lettere ed alla filosofia, per indirizzarsi in seguito verso la Matematica, la Fisica, l’Astronomia, la Botanica e la Medicina che perfezionò a Napoli dove si trasferì nel 1741. A partire dal 1752 fu docente di medicina nelle Università di Roma, Bologna, Padova e Pisa, per far poi ritorno a Napoli dove si dedicò all’insegnamento delle scienze e fu precettore di molti illustri studiosi campani. Nel corso del suo peregrinare scientifico, incontrò studiosi delle varie discipline, tra i quali il Beccari a Bologna, con cui discusse di Fisica.

Tornando nella natia Uggiano non appena possibile, conobbe e sposò una splendida concittadina, Lucente Lanzilao, e proseguì a insegnare in varie università italiane fino al 1770, anno in cui fece definitivo ritorno al paese natale, dove aprì uno studio privato di Filosofia e Medicina nel quale continuò sempre i suoi studi scientifici fino all’anno della morte, avvenuta nel 1785.

Ormai quasi misconosciuto ai nostri giorni, Celestino Cominale era invece uno delle persone più note non solo a Napoli, ma nell’intera Europa; in particolare, egli era assai stimato dal giovanissimo Re di Napoli Ferdinando I di Borbone, un sovrano atipico in quei tempi di Stati assoluti, direi quasi democratico, per il grande amore e rispetto che dimostrava nei confronti dei propri sudditi e per la grande importanza che assegnava alla cultura; in tal senso, Celestino Cominale era visto come la persona in grado di far assicurare un importante salto di qualità alle pur già notissime università borboniche, prime fra tutte Salerno e Napoli. La stima di Ferdinando I verso Celestino Cominale era talmente celebrata da far nascere persino una leggenda intorno alla costruzione della chiesa madre di Uggiano La Chiesa; si narra, infatti, che Ferdinando I gli avesse chiesto di curare la figlia gravemente ammalata ed essendo riuscito ad ottenere una guarigione quasi miracolosa, al re che si diceva disposto ad esaudire qualunque suo desiderio il luminare rispose chiedendo, e ottenendo, la costruzione di una nuova chiesa più bella e più grande di quella esistente per tutta la comunità uggianese. In realtà, questo episodio sembrerebbe frutto di mera fantasia popolare, dato che le prime due figlie di Ferdinando I, Maria Teresa Carolina e Maria Luisa Amalia, erano nate, rispettivamente, nel 1772 e nel 1773, cioè ben dopo che Celestino Cominale aveva fatto ritorno a Uggiano, anche se non si può escludere che Ferdinando I lo avesse fatto tornare a Napoli per le cure della figlia.

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Uggiano la Chiesa (LE)

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UGGIANO LA CHIESA è un centro di circa 4500 abitanti, compresa la frazione Casamassella, situato in provincia di Lecce a 45 Km dal capoluogo. Si estende per 14,3 km2 a 77 m sul livello del mare, da cui dista poco più di 3 km (Porto Badisco).

chiesa matrice

 

UGGIANO LA CHIESA

 

Quando vi arrivi da ogni direzione,

ecco spuntare, tra antenne e panni stesi,

il grande orgoglio di tutti gli uggianesi:

la parrocchiale col suo cupolone.

 

“La sentinella della Chiesa”

significa il suo nome

e, se ne osservi l’esatta posizione,

vedrai che d’Otranto è natural difesa.

 

Tranquilla e sonnolenta cittadina,

a te dobbiamo molto essere grati,

patria di economisti e letterati,

di personaggi illustri di gran stima.

 

Terra di contadini ed artigiani,

d’impiegati e di professionisti,

d’estate sempre piena di turisti,

d’inverno solo quattro gatti e cani.

 

Son tanti quelli che se n’ vanno via,

costretti dal lavoro o dall’amore,

che di tornare pregano il Signore,

raggiunti presto da amara nostalgia.

 

Con un appello voglio ora finire:

lasciamoci alle spalle ogni rancore

e riscopriamo il nostro gran valore,

se ci teniamo ai figli e all’avvenire.

                                                                                                    Massimo Risolo

 

 

Feste religiose locali

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Feste religiose locali 

 

Santa Maria Maddalena

22 Luglio

  

Santi Medici

27 Settembre

 

 

  

San Giuseppe

19 Marzo

 

La festa patronale attualmente si svolge in tre giorni (21-22-23 luglio) durante i quali il centro del paese viene addobbato con luminarie e le serate sono allietate da concerti bandistici, musica folk e fuochi d'artificio. E' l'occasione per il rientro estivo di numerosi emigranti. Particolarmente significativa, dal punto di vista religioso, è la processione del 21 con la quale la statua della Santa viene portata solennemente per le vie del paese. Anticamente al posto della statua veniva usata una macenula processionale vestita con un prezioso abito nuziale di fattura francese del 1760-65.

 

 

 

La devozione verso i santi compatroni Cosma e Damiano è assai diffusa non solo a Uggiano ma anche in molti paesi del circondario, dai quali accorrono numerosi fedeli in pellegrinaggio per implorare grazia e salute sia durante la novena che nei giorni della festa. Imponente è la partecipazione alla processione della vigilia che accompagna i SS. Medici dalla chiesa madre al santuario, seguita dalla messa all'aperto e da una veglia di preghiera.   Particolarità del  programma civile sono l'antica tradizione della vendita di carne di maiale e la fiera-mercato a prevalente carattere agricolo.

 

 


 

 

 

Il 18 marzo, in occasione della festa di San Giuseppe, vi è l'usanza di preparare le "tavole", cioè dei pranzi offerti al Santo come voto o richiesta di grazie. Al centro della tavola, l'immagine del Santo è circondata da fiori o ceri accesi.  Le tavole possono essere "cotte" o "crude". In ogni caso, vi si trovano: grossi pani a forma di ciambella con un'arancia nel mezzo, finocchi, pasta, miele, pesce, stoccafisso, ceci, cipollacci, "pittule", "fritti".  Il pranzo rituale viene consumato simbolicamente  a mezzogiorno del 19 da commensali in rappresentanza della Sacra Famiglia e di altri Santi;  al termine, ciascuno porta a casa la propria parte di pietanze.